Si è svolto il 26 febbraio 2026, presso la Sala convegni dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Cosenza, il convegno dal titolo “Disturbo dello Spettro Autistico – Approcci teorici e proposte di intervento”, dedicato all’approfondimento delle principali questioni teoriche, cliniche e operative legate al disturbo dello spettro autistico alla presenza di un pubblico numeroso e attento.

L’evento è stato patrocinato da: Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Cosenza, Dipartimento Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria, Ordine degli Psicologi della Regione Calabria, Unità di Neuropsichiatria infantile dell’Asp di Cosenza, Rotary Club Presila Cosenza Est, Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Provincia di Cosenza.

L’iniziativa ha rappresentato un qualificato momento di confronto e aggiornamento, finalizzato ad analizzare le più recenti evidenze della ricerca scientifica e a delineare le attuali prospettive di intervento in ambito diagnostico, clinico ed educativo. Relatori del convegno sono stati il Professor Francesco Craig, Associato di Psicologia Clinica e Delegato del Rettore al Counseling Psicologico di Ateneo presso l’Università della Calabria, il Professor Stefano Vicari, Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso la Sapienza Università di Roma e Primario del reparto di Neuropsichiatria Infantile Ospedale Bambin Gesù, e la Professoressa Angela Costabile, Ordinaria di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università della Calabria.

Terminati i saluti istituzionali, ha preso avvio la disamina dei principali interrogativi che suscitano particolare interesse e dibattito nel panorama scientifico attuale. Partendo dalla discussione dei vari fattori che determinano oggi un aumento notevole delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico, sono state poste in evidenza le modalità attraverso cui riconoscere precocemente segnali di sviluppo atipico, sottolineando quali sono i modelli teorici più accreditati, quali interventi risultano più efficaci nelle diverse fasi della vita, come costruire percorsi congiunti tra scuola, servizi sanitari e famiglie e come sostenere l’autonomia e la qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico. Nel corso del convegno particolare attenzione è stata rivolta all’importanza della diagnosi precoce quale presupposto utile per l’attivazione di interventi tempestivi, personalizzati e supportati da evidenze scientifiche, nell’ambito di un approccio multidisciplinare orientato a promuovere un progetto di vita realmente inclusivo. Un’ulteriore tematica affrontata ha riguardato i fattori di rischio associati all’insorgenza del disturbo dello spettro autistico e le comorbilità a esso frequentemente correlate, sottolineando l’ampia varietà e variabilità delle possibili manifestazioni cliniche. È stata, a tal fine, evidenziata l’importanza di una presa in carico dinamica e modulata nel tempo in quanto, insieme alla diagnosi, è fondamentale la costruzione di percorsi terapeutici adeguati, scientificamente validati e centrati sulla persona e sul suo contesto relazionale. È stata, dunque, sottolineata l’importanza di favorire momenti di dialogo e scambio reciproco tra i vari enti coinvolti, al fine di promuovere pratiche cliniche ed educative sempre più efficaci.

L’incontro si è concluso con uno spazio dedicato alle domande e agli interventi del pubblico. Professionisti del settore, associazioni, genitori, docenti di scuola e studenti universitari hanno posto quesiti relativi alla diagnosi precoce, ai fattori di rischio, alla gestione delle comorbilità, all’efficacia dei diversi interventi terapeutici e all’impatto familiare della diagnosi, creando un clima di partecipazione attiva e dialogo costruttivo. In definitiva, il convegno ha suscitato grande interesse e partecipazione, confermando quanto il tema del disturbo dello spettro autistico rappresenti oggi una priorità per il mondo della ricerca, dei servizi e delle famiglie.

Rassegna stampa curata dl socio Beniamino Morrone

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